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L'espresso n°46

Silenzio Hospital

Il frastuono disturba il sonno, stressa, danneggia udito e cuore. Invece l'assenza di rumori è un balsamo. Ecco perché e dove la si può trovare

di Maria Serena Palieri

Www.quietparty.com: è il sito che vi mette in contatto con l'ultima novità in fatto di marketing del divertimento, i silence party, feste in gallerie d'arte o spazi polifunzionali, dove non si beve, non si fuma, non si ascolta musica. E dove, soprattutto, non si parla. E allora, che cosa si fa? Si sperimenta la diversa comunicazione con gli altri convitati che può nascere nel silenzio.
I silence party sono stati inventati nel 2002 da due artisti newyorchesi, Paul Rebhan e Tony Noe, e ormai sono diffusi in molti paesi, compreso il nostro. Sono la versione lunga una notte e metropolitana dei bucolici hotel du silence: quegli alberghi che offrono alla propria clientela un soggiorno in riva a un lago o in mezzo a un bosco, in una quiete non turbata da televisioni, cellulari, rumori da traffico. Il silenzio, allora, è diventato un lusso, una specialità? Di più. C'è chi pensa che tacere e non produrre rumore sia un gesto rivoluzionario: in un mondo in cui «l'assedio verbale è diventato la norma, il silenzio entra provocatoriamente nel tessuto dell'oggi per ribaltarlo», scrive Nicoletta Polla-Mattiot, nell'introduzione a un libro che, di ciò che può apparirci solo un vuoto - l'assenza di decibel - esplora, invece, la ricchezza. E che analizza le potenzialità di guarigione che il silenzio contiene, per noi ammalati di rumore e di eccesso di comunicazione. "Riscoprire il silenzio" (Baldini Castoldi Dalai, pp. 306, euro 14,40) raccoglie diversi contributi: tre psicoanalisti, Giuseppe Maffeì, Alberto Schòn e Manuela Trinci, l'antropologo Massimo Canevacci, il geografo Franco Farinelli, il musicologo Carlo Migliaccio, l'artista,Massimo Kaufmann, lo scrittore Raul Montanari, l'esperto di biodiversità Andrea Pirovano, gli studiosi di teatro antico Giorgio Ieranò e di retorica classica Franca Parodi Scotti. Questo team, coordinato da Nicoletta Polla-Mattiot, effettua nello sterminato universo del silenzio uno straordinario viaggio pluridisciplinare.
Ma il silenzio in natura esiste? No, pure nei deserto più estremo ci sarà sempre il fruscio di un insetto o il brusìo del vento a interromperlo. Non percettibili dalle nostre orecchie umane, le savane sono percorse dagli infrasuoni che si scambiano gli elefanti da grandissime distanze, i mari dagli ultrasuoni che emettono i delfini. Il silenzio, in natura, è insomma l'intervallo tra un rumore e l'altro. Ma è appunto l'intervallo che oggi abbiamo perso: il flusso sonoro in cui siamo immersi è una no-stop di vibrazioni tecnologiche che ha sepolto l'alternarsi di pieni e di vuoti.
Mentre, da sempre, l'umanità ha considerato il silenzio una cura per l'anima: negli eremi, nei conventi, nelle clausurea Oriente si è andati a cercare un contatto più profondo con se stessi. Perché l'assenza di rumore può apparire come un balsamo per l'anima? Risponde Giuseppe Maffei, psichiatra. «Faccio un esempio: immaginiamo una madre normalmente amorosa che deve allattare il suo bambino: ebbene, dove si siederà, vicino a un paio di amplificatori a tutto volume o cercherà un angolo quieto dove godere della gioia che lei e il bambino si danno a vicenda?». La quiete, dunque, può essere accogliente come un grembo, può cullarci. E il silenzio può riportarci ancora più indietro, alla condizione di beatitudine originaria: la simbiosi con la madre, quando il feto è immerso nellaTnelodia biologica del corpo materno. D'altronde, spiega Maffei, non mancano analogie anatomiche che legano l'inizio della vita e l'ascolto: il padiglione che accoglie l'ovulo quando viene espulso dall'ovaio è simile al padiglione auricolare. E pause e silenzi vigili o ricettivi sono un ingrediente essenziale nella terapia analitica: lo psicoterapeuta accoglie il paziente ascoltandolo. Ma se silenzio e assenza di rumore possono riportarci a questa condizione paradisiaca, per-ché sono tanti quelli che adorano fare fracasso? «Sono degli aggressivi, degli impotenti che si manifestano con la po-tenza elettrica e occupano uno spazio che è di tutti», ribatte lo psichiatra. E ! perché molti considerano ormai una ; funzione essenziale comunicare peren-[ nemente via auricolare? O, se si trovano i in riva al mare, sovrappongono la di-: scomusic che gli arriva dalle cuffie allo sciabordìo delle onde? «Perché ci sono molte persone che hanno paura dei pro-pri pensieri. È il pensare stesso che gli fa paura», spiega Maffei. A rumore totale, la risposta può essere silenzio totale: per chi appartenga all'altra parte dell'umanità, quella che la quiete la ama, l'eremo di oggi è disponibile sotto altro nome, il centro di meditazione. A Barre, in Massachusetts, la Insight Meditation Society ha allestito il Forest Refuge, il primo luogo d'Occidente che accolga, oltre a gruppi, meditatori solitarii è un luogo organizzato, da un punto di vista logistico, in mo­do che l'ospite possa viverci anche un anno senza proferire parola, nep­pure quelle d'uso. Alberto Cortese, psicoterapeuta di formazione rogersiana, ne è un frequentatore. Perché? Ec­co la sua risposta: «II silenzio esterno è la precondizione di quello interno. Di una condizione, cioè, in cui il chiacchiericcio interno, il rumore di fondo che noi alimentiamo, cadano. Gli indiani d'America dicono: "Ogni cosa ha un nome segreto". Ma per sentirlo ci vuole il silenzio. La nostra mente impacchetta la realtà, la titola. Il silenzio, invece, apre la porta alla cosiddetta mente silenziosa, che non giudica, non categorizza. E predispone a un ascolto vero del mondo e degli altri».

BOX Mal di rumore a cura di Nicola Nosengo
Udito
L'apparato uditivo è quello più esposto agli effetti nocivi del rumore. Danni meccanici all'orecchio interno (foto in alto), fino alla rottura del timpano, possono derivare da un rumore, anche breve, superiore ai 140 decibel, come un colpo di arma da fuoco sparato molto vicino. Ma in caso di esposizione continua e prolungata, per esempio sul luogo di lavoro, bastano rumori superiori a 70 dB (quelli di un impianto stereo ad alto volume oppure di una strada molto trafficata) per provocare una diminuzione dell'udito. Uno degli effetti più comuni e fastidiosi è il tinnito, un fischio o ronzio che sembra provenire dall'interno bell'orecchio, e può essere continuo o intermittente.
Disturbi del sono
II rumore notturno provocato dal traffico automobilistico, da ferrovie o aeroporti può causare difficoltà nell 'addormentarsi, risvegli ripetuti durante la notte o alterazioni delle fasi del sonno, in particolare la riduzione della proporzione di sonno Rem (nella foto, la fase in cui si sogna, probabilmente fondamentale per molte funzioni cognitive). Diversi studi testimoniano che nelle zone esposte ad alti livelli di rumore notturno aumenti l'uso di sedativi e sonniferi.
Disturbi psichici
II rumore ambientale è associato alla comparsa di sintomi come ansia, stress emotivo, esaurimento nervoso, nausea, mal di testa, aggressività, impotenza. Il rumore peggiora inoltre condizioni preesistenti di isteria, psicosi e nevrosi.

L'articolo sul sito de L'Espresso